ANNI 80 / 90
Il pomeriggio italiano di chi è nato tra il 1980 e il 1985
29 capitoli · TV, anime, telefilm, sigle, merende, console, cortili
Un bambino italiano nato tra 1980 e 1985 non ha una sola nostalgia: ne ha almeno tre.
Uno nato nell'80 ha assorbito ancora forte l'onda anni 80: Ken, A-Team, Supercar, Goldrake residuo, Holly e Benji, Bim Bum Bam pieno.
Uno nato nell'85 ha vissuto da bambino pieno i 90: Tartarughe Ninja, Power Rangers, Dragon Ball, Game Boy, Non è la Rai sullo sfondo.
Ma la zona comune è bellissima: pomeriggio davanti alla TV, merenda industriale, figurine, sigle cantate a memoria, cartelle Invicta, console 8/16 bit, telefilm americani doppiati, giornaletti, sale giochi, VHS, prime bestemmie tecnologiche col modem e Windows 95.
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▸ In che anno sei nato? Scopri quali capitoli sono più tuoi
In che anno sei nato?
▸ Il classico Windows 95. Tap per scavare, tieni premuto per la bandiera.
▸ Accoppia le icone della tua infanzia
▸ Il serpentone del Nokia 3110. Swipe o D-pad.
Swipe sul display, usa il D-pad oppure le frecce. Spazio per pausa.
▸ Bim Bum Bam, Ciao Ciao, Solletico e le reti locali
« Tornavi da scuola, mangiavi, e Italia 1 diventava casa. Era il contenitore mentale del pomeriggio. »
Bim Bum Bam
Per questa generazione, Bim Bum Bam non era “un programma”: era il contenitore mentale del pomeriggio. I conduttori cambiano negli anni, ma il pantheon è sempre lì.
Uan
Il cane rosa, sarcastico, pestifero, mezzo pupazzo e mezzo zio scemo. Non era un pupazzo carino: era un personaggio. Aveva già quel tono da televisione italiana, tra battuta, presa in giro e caciara.
Paolo Bonolis
Per i nati 80–82 è il volto originario del mito. Quello prima del Bonolis adulto, prima di Ciao Darwin. Per noi era “quello di Bim Bum Bam”.
La famiglia del pomeriggio
Nomi che magari non ricordi tutti a freddo, ma che appena li vedi dici: eccoli.
Bim Bum Bam non era solo cartoni. Era una grammatica: scenette tra un episodio e l’altro, tormentoni, finte telefonate, concorsi, pupazzi, pubblicità di giocattoli, sigle, “ci vediamo dopo la pubblicità”.
Ciao Ciao
Più fratello minore o parallelo di Bim Bum Bam. Se Bim Bum Bam era la cattedrale, Ciao Ciao era la cappella laterale con altri cartoni, altri pupazzi, altra merenda.
Solletico
Più Rai, più anni 90, più istituzionale. Mauro Serio, Elisabetta Ferracini, giochi telefonici, bambini in studio, una sensazione meno commerciale e più Rai pomeridiana.
Junior TV, Odeon, Italia 7 e le reti locali
Qui c’è la chicca vera. Non tutto passava da Italia 1. Anzi, molta mitologia più pericolosa arrivava da reti locali: Ken il Guerriero, I Cavalieri dello Zodiaco, repliche strane di anime violenti o malinconici, doppiaggi che sembravano venire da un’altra dimensione.
Il bambino anni 80/90 non aveva un palinsesto ordinato. Doveva cacciare il cartone. Doveva sapere che “su quel canale strano alle 14.30 forse danno Ken”.
▸ Ken, Holly, Cavalieri, Dragon Ball, Tartarughe e tutti gli altri
« Un bambino italiano vedeva Kenshiro far esplodere la gente alle quattro del pomeriggio. E nessuno trovava niente di strano. »
Ken il Guerriero
Kenshiro è probabilmente l’icona più assurda che un bambino italiano potesse avere. Un cartone post-apocalittico, violentissimo, tragico, pieno di corpi che esplodono, fratelli traditori, amore perduto, arti marziali letali. E noi lo guardavamo bambini.
In Italia Ken diventò caso morale: negli anni 90 polemiche sulla violenza televisiva, genitori preoccupati, e perfino proteste dei fan quando alcune repliche vennero interrotte o censurate.
Holly e Benji
Non era “uno sport”. Era epica giapponese applicata al pallone. Il campo infinito, il tiro della tigre di Mark Lenders, i gemelli Derrick, Benji Price portiere aristocratico, Julian Ross malato di cuore, Roberto Sedinho.
Per il bambino italiano, Holly e Benji si incastrava perfettamente con il calcio reale: Serie A potentissima, figurine Panini, Mondiali, campetto sotto casa. Potevi passare da Baggio a Holly senza soluzione di continuità.
I Cavalieri dello Zodiaco
Per chi nasce 1980–85, è forse l’anime più iniziatico. Arriva in Italia nel 1990 su Odeon TV, primo episodio trasmesso il 26 marzo 1990.
Faceva sentire un bambino di 8–10 anni come se stesse leggendo l’Iliade in TV, ma con capelli blu e armature. Molti bambini italiani hanno conosciuto costellazioni e mitologia greca prima attraverso loro che a scuola.
Dragon Ball
Per i nati 1980–82 arriva come fenomeno forte quando sono già grandicelli. Per i nati 1984–85, è quasi religione scolastica. Goku bambino, Bulma, Olong, Maestro Muten, sfere del drago, Torneo Tenkaichi, Piccolo, poi DBZ: Vegeta, Freezer, Cell, Majin Bu, l’onda energetica, Super Saiyan.
Diventa la palestra mentale del power scaling: “Goku batte Ken?”, “Vegeta batte Pegasus?”, “Freezer contro Raoul?”. La filosofia infantile italiana degli anni 90 nasce lì.
Tartarughe Ninja
Leonardo, Raffaello, Donatello, Michelangelo. Splinter, Shredder, Krang, April O’Neil, il furgone, la pizza, “Cowabunga”. Mutanti, arti marziali, comicità americana, giocattoli vendutissimi, film live action con pupazzoni gommosi.
La Tartaruga Ninja era perfetta per il carnevale. Maschera, guscio di plastica, arma giocattolo. Inevitabile.
He-Man e She-Ra
“Per il potere di Grayskull!”, Skeletor, Battle Cat, Orko, il castello di Grayskull, muscoloni impossibili, action figure con busto rotante. Era giocattolo e cartone quasi insieme.
Transformers
Optimus Prime, Megatron, Bumblebee, robot che diventano camion, pistole, aerei. Molti avevano Transformers tarocchi del mercato, plastica pericolante e adesivi storti. Ma nella fantasia erano veri.
I Puffi
Per tutti. Grande Puffo, Puffetta, Quattrocchi, Gargamella, Birba, le casette fungo. La domenica mattina, la TV accesa con latte e biscotti.
Snorky
I Puffi subacquei dell’inconscio. Nessuno li mette mai al primo posto, ma tutti li ricordano.
L'Ispettore Gadget
“Go go Gadget”, Penny, Bravo il cane, il Dr. Claw/Artiglio, la mano col gatto. Un proto-MacGyver cartoon: tecnologia buffa, marchingegni, l’incompetenza totale dell’adulto salvato dalla bambina.
The Real Ghostbusters
Quelli veri per la generazione. Egon, Ray, Peter, Winston, Slimer, zaini protonici, trappola fantasma, Ecto-1. Film, cartone, giocattoli, zaini, gomme, maschere di carnevale: non c’era distinzione netta.
Batman: The Animated Series
Scuro, gotico, elegante. Non era il Batman scemo. Era serio. Gotham aveva atmosfera. Joker, Harley Quinn, Batmobile, sigla orchestrale, ombre e grattacieli.
DuckTales, Cip e Ciop, TaleSpin
Il blocco Disney. Zio Paperone e Qui, Quo, Qua, Jet McQuack, Cip e Ciop detective, Monterey Jack, Scheggia, Baloo pilota. Più “da domenica”, meno selvaggia rispetto agli anime. Era comfort food.
È quasi magia Johnny
Kimagure Orange Road. Johnny/Kyōsuke, Sabrina/Madoka, Tinetta/Hikaru, triangolo amoroso, poteri ESP, malinconia da estate anni 80. Per molti maschi italiani fu una delle prime esperienze di “oddio mi piace un personaggio femminile di un cartone ma non so cosa significa”.
Occhi di Gatto
Tre ladre elegantissime. Sheila, Kelly, Tati. Furti impossibili, body attillati, mistero, sensualità, polizia incapace. Cartone da bambini, ma con atmosfera da adulto.
Mila e Shiro
Pallavolo melodrammatica. Schiacciate impossibili, allenamenti lacrimogeni, amicizia, sacrificio, sport come destino.
Kiss Me Licia / Love Me Licia
L'Italia fa una cosa stranissima: prende un anime giapponese e poi crea una serie live action italiana con Cristina D'Avena. Licia, Mirko, Satomi, Andrea, Giuliano il gatto, i Bee Hive. Uno dei primi universi espansi all’italiana per bambini.
Sailor Moon
Bunny/Usagi, Luna, Sailor Mercury, Mars, Jupiter, Venus, Milord, “potere del cristallo di luna”. Per molti maschi fu uno dei primi contatti con una mitologia femminile supereroistica. Da cortile dovevi dire che non la guardavi. La guardavi.
Piccoli problemi di cuore
Miki, Yuri, famiglie incasinate, amori, gelosie, equivoci, sigla di Cristina D'Avena. Era soap opera per ragazzini. Molti lo guardavano come cartone, ma in realtà imparavano struttura da teen drama.
Pokémon
Se sei nato nel 1980, quando esplode sei quasi adulto. Se sei nato nel 1985, hai 13–14 anni. Game Boy, Rosso/Blu, Pikachu, Ash, Misty, Brock, Team Rocket, carte Pokémon, scambi a scuola, “ce l'ho, ce l'ho, mi manca”. I nati 80–82 lo vedono come roba dei piccoli, ma lo giocano lo stesso. I nati 84–85 sono nella zona perfetta del peccato segreto.
▸ A-Team, MacGyver, Supercar, Hazzard e tutti i miti USA
A-Team
Hannibal Smith, Sberla/Templeton Peck, P.E. Baracus/B.A., Murdock, il furgone nero con striscia rossa. “Adoro i piani ben riusciti”. Costruire un carro armato in un capannone usando tre tubi e una saldatrice. Mille proiettili, zero morti. Era avventura senza conseguenze.
P.E. Baracus era Mr. T, già icona visiva assoluta: cresta, catene, muscoli, paura dell’aereo.
MacGyver
Il santo patrono dei bambini curiosi. Coltellino svizzero, graffetta, chewing gum, nastro isolante, bicarbonato, aceto, corda. Risolvere con cervello e improvvisazione. Se A-Team ti faceva voler costruire un carro armato, MacGyver ti faceva guardare un elastico e pensare: questa è tecnologia.
Molti futuri nerd, ingegneri, programmatori e maker italiani hanno lì un imprinting. Smontare penne, legare cose, fare trappole con mollette, tappi, fili, elastici.
Supercar / Knight Rider
Michael Knight, KITT, luce rossa frontale, turbo boost, macchina parlante, orologio comunicatore. Per un bambino italiano, KITT era più desiderabile di una Ferrari. Parlava, pensava, saltava. Era futuro.
Hazzard
Bo e Luke Duke, Daisy Duke, Generale Lee, salti impossibili, Boss Hogg, Rosco P. Coltrane. Per molti bambini italiani del tempo l’estetica confederata non aveva alcun contesto politico. Era solo “la macchina arancione che salta”. Oggi la guardi diversamente.
CHiPs
Poliziotti in moto, California, occhiali da sole. Ponch, Jon, autostrade immense, incidenti spettacolari ma puliti.
Baywatch
Da bambino guardi il mare e i salvataggi. Poi improvvisamente capisci che lo stai guardando per un altro motivo. David Hasselhoff, Pamela Anderson, costumi rossi, corsa al rallentatore, sigla “I’ll be ready”.
Beverly Hills 90210
Brandon, Brenda, Dylan, Kelly, Donna, Steve, Peach Pit. Scuola americana impossibilmente bella, drammi sentimentali. Va dal 1990 al 2000: accompagna tutta la crescita della generazione. Ha insegnato agli italiani cos'era l'high school americana prima che diventasse ovunque.
Willy, il principe di Bel-Air
Will Smith, Carlton, zio Phil, il balletto di Carlton, sigla italiana memorabile. Casa ricca, ironia, famiglia. Per molti è stato il primo contatto pop con una sitcom afroamericana, doppiata e addomesticata nel pomeriggio italiano.
X-Files
Mulder, Scully, UFO, “La verità è là fuori”, sigla inquietante, mostro della settimana, complotti governativi. Era il ponte verso paranoia, mistero, internet, occulto, fantascienza seria.
Walker Texas Ranger
Chuck Norris, calcio rotante, Texas, giustizia semplice, cattivi puniti fisicamente. Prima dei meme di Chuck Norris c’era già il rispetto assoluto per lui. Il meme è arrivato dopo, ma il terreno era pronto.
▸ Striscia, Non è la Rai, Festivalbar e il salotto sempre acceso
« Questa generazione viveva in case dove la TV era sempre accesa. Anche la TV adulta entrava. »
Striscia la Notizia
Ezio Greggio, Enzo Iacchetti, il Gabibbo, veline, tapiro d’oro, stacchetti. Il Gabibbo è mostruoso se ci pensi: un pupazzone rosso, mezzo vendicatore popolare, mezzo mascotte pubblicitaria, mezzo incubo.
Drive In
Più anni 80, magari visto da piccolissimi o tramite repliche/eco familiare. Comici, tormentoni, ragazze fast food, estetica paninara/televisiva anni 80.
Non è la Rai
Fenomeno enorme, soprattutto 1991–1995. Programma quotidiano di Gianni Boncompagni, ragazze adolescenti, balletti, giochi telefonici, canzoni. Prima Canale 5, poi Italia 1, con Ambra Angiolini centrale. “T’appartengo”.
Era una cosa che magari dicevi di non guardare, ma tutti sapevano cos’era. Adolescenza, desiderio, imbarazzo, cultura pop, tutto insieme.
Festivalbar
Estate italiana pura. Vittorio Salvetti, palco in piazza, playback, tormentoni: 883, Jovanotti, Corona, Gala, Articolo 31, Alexia, Aqua. Prima di YouTube e Spotify, il Festivalbar decideva cosa ti sarebbe rimasto in testa per tre mesi.
Karaoke di Fiorello
Piazze italiane, Fiorello codino, gente comune che canta. Sembrava modernissimo: l’idea che chiunque potesse diventare performer per tre minuti anticipava una parte della cultura social.
La Ruota della Fortuna
Mike Bongiorno, Paola Barale, tabellone, vocali comprate, “allegria!”. Era preserale. Odore di cena. Mamma che cucina. TV accesa.
Ok, il prezzo è giusto!
Iva Zanicchi, concorrenti invasati, vetrine, prezzi in lire. I bambini imparavano l’economia domestica guardando gente che cercava di indovinare il prezzo di una lavatrice.
Mai dire Gol
Gialappa’s Band, errori calcistici, commento sarcastico. Aldo Giovanni e Giacomo, Albanese, Teocoli, Crozza. Ha insegnato a una generazione il linguaggio ironico televisivo.
Paperissima
Cadute, papere, animali, video amatoriali. Prima di TikTok, c’erano le VHS mandate a Paperissima.
▸ Cristina D'Avena, Giorgio Vanni e il chip nel cervello
Cristina D'Avena
Non una cantante: una infrastruttura nazionale. Kiss Me Licia, Mila e Shiro, Occhi di Gatto, È quasi magia Johnny, Sailor Moon, Piccoli problemi di cuore, I Puffi, Memole, Magica Emi, Holly e Benji.
Alessandra Valeri Manera scriveva/adattava tantissimi testi delle sigle Mediaset, creando una lingua comune fatta di amicizia, amore, magia, coraggio, “se ci credi davvero”.
Giorgio Vanni
Più tardi, ma devastante per fine 90/inizio 2000: Dragon Ball, Pokémon, One Piece, Detective Conan, Yu-Gi-Oh!. Per i nati 1984–85 è ancora dentro. Per i nati 1980 è già “roba dei fratelli piccoli”, ma riconosciuta.
Le sigle americane
La sigla era l’allarme pavloviano. Sentivi tre note e correvi in salotto.
▸ Big Jim, He-Man, LEGO, Playmobil, Micro Machines, Exogini
Big Jim
Più anni 70/80, ma ancora presente in case di fratelli maggiori/cugini. Muscolo nel braccio, camper, jeep, accessori avventura, faccia da maschio eroico pre-He-Man.
Masters of the Universe
Per molti nati primi 80: il giocattolo totale. He-Man, Skeletor, Man-At-Arms, Beast Man, Teela, Castello di Grayskull, Snake Mountain. Le action figure erano solide, strane, muscolari, quasi barocche. Oggi sembrano arte tribale pop.
LEGO
Non ancora i set iper-licenziati di oggi. Castello, spazio, pirati, città, omini gialli. Cataloghi LEGO sfogliati come pornografia infantile. Costruzioni miste e senza istruzioni. Il catalogo era quasi più importante del giocattolo: lo guardavi e progettavi una vita.
Playmobil
Castello, pirati, indiani e cowboy, polizia, ospedale, nave pirata, cavalli. Playmobil aveva un odore specifico. Plastica buona, mondo ordinato.
Micro Machines
Piccolissime, perdibili, magnifiche. Macchinine, città pieghevoli, garage, aerei, mezzi militari. Perfette da portare a scuola in tasca.
Exogini
Mostriciattoli gommosi/rigidi, piccoli, collezionabili. Colori, personaggi alieni, nomi assurdi, scambio selvaggio. Gli Exogini erano pre-Pokémon: collezione, rarità, scambio, valore da cortile.
Crystal Ball
Reliquia assoluta. Tubetto chimico, cannuccia, palline trasparenti che puzzavano di solvente e sembravano tossiche anche allora. Le “uniche, vere, bolle di plastica”. Era il giocattolo più anni 80/90 possibile: divertente, puzzolente, probabilmente discutibile, colorato.
Big Babol
Gomma enorme, palloni con la bocca, zucchero, gusto chimico. Fragola, panna fragola, lingua colorata, fare la bolla più grossa, appiccicarsela ai capelli.
Slinky, Yo-Yo, Diabolo
On e off, a mode cicliche. Lo yo-yo tornava ogni tanto come epidemia scolastica: tutti a fare “il cane a passeggio”, “l’ascensore”, “intorno al mondo”.
Tamagotchi
Per i nati 1983–85, fortissimo. Uovo elettronico, creatura da nutrire, pulire la cacca, moriva durante scuola, divieto degli insegnanti, trauma digitale. Primo assaggio di ansia da notifica.
Pogs / Slammer
Anni 90 puri. Dischetti di cartone, slammer di plastica/metallo, scambi, partite a terra, insegnanti che sequestrano tutto. Economia speculativa infantile: proto-crypto da cortile.
Figurine Panini
“Ce l'ho”, “mi manca”, doppioni con elastico, album Calciatori, scudetti, figurine lucide, bustine comprate in edicola. La bustina Panini è stata una loot box analogica. Perfetta.
Sorpresine Kinder
Macchinine, ippopotami, coccodrilli, fantasmini, pezzi da montare, cartina piegata microscopica. Era design industriale perfetto. Piccola, collezionabile, assemblabile, scambiabile.
Mulino Bianco
Tegolini, girelle, saccottini, crostatine, flauti, scatole con gadget, raccolte punti, tazze, gomme, oggettini.
▸ Girella, Tegolino, Billy, Estathé, Winner Taco
Girella Motta
Oggetto mitologico. La spirale al cioccolato è quasi ipnotica.
Tegolino
Mattoncino morbido, cioccolato, zaino.
Crostatina Mulino Bianco
Si sbriciolava ovunque. La marmellata si incollava.
Kinder Brioss
Sembrava più sano di quello che era perché aveva latte disegnato.
Fiesta
Più adulta, ma rubata ai genitori. Alcolica nella leggenda infantile.
Billy
Il succo in brick. Arancia, pera, pesca. Cannuccia che non bucava mai al primo colpo.
Estathé
Brick, lattina, bicchierone. Pesca o limone: divisione ideologica.
Oransoda / Lemonsoda
Lattine estive, pubblicità, gusto forte.
Calippo
Ghiacciolo fallico prima che tu capissi il problema.
Cucciolone
Con le barzellette sulla stecca/carta.
Winner Taco
Icona sacra anni 90. Chi lo ha mangiato da bambino ne parla come di un amore perduto.
Blob, Piedone, Twister, Liuk
Gelati da bar con cartellone Algida/Sanson/Eldorado. Scegliere il gelato era una decisione morale.
▸ Invicta, Smemoranda, penne profumate, Coccoina
Invicta
Lo zaino. Non “uno zaino”: lo zaino. Invicta Jolly, Invicta Minisac, colori fluo, scritte con Uni Posca, spille, toppe, odore di panino dimenticato.
Seven
Alternativa forte, soprattutto più avanti.
Smemoranda
Adolescenza. Frasi, dediche, disegni, bigliettini, foto attaccate, pagine riempite dagli amici, “ti voglio bene” scritto 900 volte.
Comix / Diario Vitt
Comix più ironica, più maschile/alternativa. Diario Vitt per i più piccoli o più fumettosi.
Astucci Naj-Oleari
Più anni 80/primi 90, colori pastello, pattern inconfondibili.
Penne e gomme profumate
Gomme profumate, cancelline, colle, matite colorate. La cartoleria era un paradiso sensoriale.
Carioca, Giotto
Pennarelli Carioca, pastelli Giotto.
Coccoina
Colla con odore di mandorla. Una delle madeleine più potenti dell’infanzia italiana.
Vinavil
Lavoretti, dita incollate, pellicola bianca da spellare.
▸ C64, Amiga, NES, Mega Drive, SNES, Game Boy, sala giochi
Commodore 64
Per nati 1980–82, spesso primo computer visto in casa. Cassette, caricamenti eterni, righe colorate, joystick Competition Pro, giochi copiati, schermate incomprensibili.
Amiga 500
Il computer dei sogni. Floppy, Sensible Soccer, Monkey Island, Lotus Esprit Turbo Challenge, Lemmings, Another World, Cannon Fodder, Zool, Turrican. Mezza console, mezzo computer, mezza promessa di futuro creativo.
NES
Meno dominante in Italia rispetto ad altri mercati, ma importante. Super Mario Bros., Duck Hunt, pistola Zapper, cartucce.
Master System
Molto presente in Italia. Alex Kidd integrato, Wonder Boy, Sonic per chi non aveva Mega Drive, cartucce e card.
Mega Drive
Per molti maschi anni 90: macchina sacra. Sonic, Streets of Rage, Golden Axe, Altered Beast, Shinobi, FIFA, Mortal Kombat.
Super Nintendo
Più raffinato, spesso percepito come costoso/da intenditori. Super Mario World, Street Fighter II, Zelda, Donkey Kong Country, Mario Kart.
Game Boy
Il vero oggetto generazionale. Tetris, Super Mario Land, Zelda Link's Awakening, Pokémon Rosso/Blu, pile stilo, schermo verdastro, giocare in macchina, luce esterna impossibile, “mi presti il Game Boy?”. Era portabilità prima dello smartphone.
Sala giochi
Il tempio oscuro. Gettoni, Street Fighter II, Mortal Kombat, Metal Slug, Final Fight, Double Dragon, Bubble Bobble, Puzzle Bobble, Daytona USA, cabinati con posacenere, adulti strani, rumore infernale.
Street Fighter II generava gerarchie sociali. Chi sapeva fare l’hadouken era superiore.
▸ Topolino, Cioè, manga clandestini
Topolino
Costante assoluta. Storie Disney, gadget, estate, nonni, lettura in bagno. Almanacco, Paperinik, Zio Paperone, PK più tardi.
Il Giornalino
Più cattolico/parrocchiale, ma presente.
Cioè
Qui adolescenza. Poster, test, confessioni, cantanti, Take That, Beverly Hills, Leonardo DiCaprio, Spice Girls, “scopri se gli piaci”. Anche i maschi lo leggevano, di nascosto, quando capitava in casa.
Manga
Anni 90: Granata Press, Star Comics, edicola. Dragon Ball, Ken il Guerriero, Ranma ½, Video Girl Ai, Saint Seiya, Lamù. Era ancora un oggetto un po’ clandestino. Non era mainstream come oggi.
▸ 883, Jovanotti, Articolo 31, Spice Girls, dance anni 90
883
Nessuno più generazionale. “Hanno ucciso l'Uomo Ragno”, “Sei un mito”, “Nord Sud Ovest Est”, “Come mai”, “Gli anni”. Sono la colonna sonora dell'adolescenza provinciale italiana: motorino, bar, amici, amori impossibili.
Jovanotti
“È qui la festa?”, “Penso positivo”. Cappellini, rap pop italiano, energia positiva.
Articolo 31
J-Ax, “Tranqi Funky”, “Domani”. Rap italiano accessibile.
Take That, Spice Girls, Backstreet Boys
Take That per le compagne di classe, ma quindi anche per te. Spice Girls fenomeno totale. Backstreet Boys/NSYNC fine 90.
Dance anni 90
Corona, Gala, Eiffel 65, Gigi D'Agostino. “The Rhythm of the Night”, “Freed from Desire”, “Blue”, “L'amour toujours”, “Bla Bla Bla”. Per i nati 80–85 la dance non è revival: è giostre, autoscontro, feste delle medie, radio, Festivalbar.
▸ Baggio, Schillaci, Italia '90, l'album Panini
Roberto Baggio
Icona spirituale. Codino, Italia '94, rigore sbagliato, silenzio nazionale, poesia calcistica.
Totò Schillaci
Italia '90. Per i nati 1980–85 è una memoria infantile enorme: mascotte Ciao, notti magiche, bandiere, adulti emozionati.
Gli altri
Maldini, Baresi, Del Piero, Totti, Vialli, Mancini, Ronaldo il Fenomeno. Dipende dalla squadra, ma il calcio era religione civile.
Album Calciatori Panini
Più importante di molte partite.
▸ Ritorno al Futuro, Goonies, Karate Kid, Jurassic Park
Ritorno al Futuro
Marty McFly, DeLorean, hoverboard. Il futuro del 2015 sembrava fantascienza pura. Poi ci siamo arrivati e niente macchine volanti.
I Goonies
Banda di ragazzini, tesoro, avventura. Perfetto per bambini che volevano esplorare cantine e case abbandonate.
Ghostbusters
Già detto per il cartoon, ma il film era culto.
Gremlins
Tra tenero e horror.
Karate Kid
Daniel-san, Miyagi, “dai la cera, togli la cera”, gru finale.
Terminator 2
Per molti visto troppo presto.
Jurassic Park
1993: trauma e meraviglia. T-Rex, velociraptor, bicchiere d’acqua, logo, pupazzi e album.
Mamma, ho perso l’aereo
Natale, trappole, desiderio infantile di difendere casa.
Indiana Jones
Avventura perfetta.
Robocop
Altro film visto troppo presto da bambini italiani.
La generazione ha visto un sacco di roba non adatta alla sua età perché “tanto è un film d’azione”.
▸ Ambrogio, Maxibon, Agnesi, Pomì
La pubblicità era parte della cultura.
“Ambrogio…”
Ferrero Rocher. Lusso finto, macchina, signora elegante.
“Du gust is megl che uan”
Maxibon. Stefano Accorsi giovane. Iconico.
“Silenzio, parla Agnesi”
Pasta.
“Antò, fa caldo”
Tè freddo. Pubblicità entrata nel linguaggio.
“O così, o Pomì”
Pomodoro.
“Rowenta, per chi non si accontenta”
Suono mentale.
“Dove c’è Barilla c’è casa”
Famiglia italiana televisiva.
Pubblicità giocattoli
Il bambino non distingueva sempre contenuto e pubblicità. La pubblicità dei giocattoli era un programma nel programma.
▸ Indovina Chi?, Forza 4, Allegro Chirurgo, Monopoli
Indovina Chi?
“Ha gli occhiali?”, “È pelato?”. Abbassare facce era soddisfazione pura.
Forza 4
Semplice, perfetto.
Allegro Chirurgo
La paura del buzzer.
Sapientino
Elettronica educativa, penna che faceva contatto.
Hotel
Gioco da tavolo con edifici 3D, molto più scenografico di Monopoli.
Monopoli
Partite infinite, litigi, banconote perse.
Risiko
Per padri, fratelli maggiori, adolescenti.
Subbuteo
Per chi aveva il padre/fratello giusto. Calcio da dito.
▸ BMX, Super Santos, nascondino, cerbottane
BMX
Prima del monopattino elettrico, la bici era libertà.
Skateboard
Più di nicchia, poi cresce nei 90.
Pattini
A rotelle classici, poi rollerblade.
Super Santos
Pallone arancione economico, leggero, onnipresente.
Tango / palloni di cuoio sintetico
Se avevi il pallone bello eri il proprietario morale della partita.
Giochi da cortile
Nascondino, rialzo, strega comanda colore, un due tre stella. Campana più universale.
Cerbottane, fionde, elastici
Cerbottane con penne Bic, palline di carta masticata. Il confine tra gioco e lesione personale era labile.
▸ L'oratorio: la vera piattaforma social pre-internet
Per un bambino italiano, anche se non particolarmente religioso, c'era: oratorio, Grest, campi estivi, catechismo, recite, processioni di paese, messa noiosa, pallone in cortile della chiesa.
L'oratorio era spesso la vera piattaforma social pre-internet. Calcio, biliardino, ping pong, primi flirt, gite, caramelle.
▸ VHS, Walkman, Windows 95, modem 56k
Videoregistratore VHS
Registrare sopra cose importanti, tracking, noleggio in videoteca, “riavvolgere prima di restituire”, copertine horror viste da bambini, bollino VM vietato ma ignorato.
Stereo doppia piastra
Registrare cassette dalla radio.
Walkman
Musica portatile vera.
Musicassette
Nastri mangiati, matita Bic per riavvolgere, compilation fatte a mano, copertine scritte con penna.
CD
Arriva come oggetto premium. Non si graffia, dicevano. Si graffiava.
Windows 95/98
Internet
Per i nati 1980–85 arriva in adolescenza. Modem che urla, “stacca il telefono!”, Virgilio, Altavista, Yahoo, chat, IRC, C6, MSN Messenger più tardi, primi siti brutti, Napster, WinMX, masterizzatori.
Questa generazione è l'ultima ad avere avuto infanzia completamente analogica e adolescenza digitale. È un taglio storico enorme.
▸ Paninari, Moncler, Air Max, Swatch
Paninari residui
Per i primi 80, eco ancora forte: Moncler, Timberland, Best Company, Naj-Oleari, colori pastello.
Anni 90 scuola/media
Cinture El Charro
Molto anni 80/primi 90.
Swatch
Orologio generazionale. Non solo orologio, era identità. Colorato, collezionabile, status accessibile.
▸ Mighty Morphin, Megazord, mostro della settimana
Per i nati 1983–85, fortissimo. Per i più grandi, magari un filo da piccoli, ma comunque visto.
Era un collage stranissimo di scene americane e combattimenti giapponesi Super Sentai, ma da bambino non lo sapevi. Sembrava solo folle.
▸ Barbie, Polly Pocket, Sailor Moon, Cioè
Perché la cultura era condivisa: sorelle, cugine, compagne, TV accesa.
Il bambino maschio anni 80/90 spesso viveva in una cultura rigidamente genderizzata, ma assorbiva tutto lo stesso. Solo che poi doveva negarlo in cortile.
▸ Artax, Bambi, Dumbo, gli orfani e le teste che esplodono
La morte di Artax ne La storia infinita
Il cavallo nelle paludi. Trauma fondativo.
Bambi / Dumbo
La mamma. Pianto.
Il cane di Heidi / Remì / Candy Candy / Anna dai capelli rossi
La TV per bambini era piena di abbandoni, orfani, povertà, malattia.
Ken
Teste che esplodono.
Jurassic Park
I raptor in cucina.
X-Files
Episodi visti troppo tardi la sera.
Pubblicità progresso AIDS
Gli spot AIDS anni 90 erano inquietanti. Alone viola, paura, adultità improvvisa.
▸ Erano semplicemente nel salotto
Molti bambini non guardavano questi personaggi attivamente. Erano semplicemente nel salotto. Facevano parte dell’arredamento nazionale.
▸ Il vocabolario sacro di una generazione
▸ Mattina, pomeriggio, sabato, domenica, estate
Mattina
Cartoni prima di scuola, se eri fortunato. Latte, biscotti, zaino, ansia di arrivare in tempo.
Pomeriggio
Il regno. Pranzo, compiti fatti male o rimandati, Bim Bum Bam / Italia 1 / Rai, merenda, cortile, cartoni, compiti veri alle 19 con panico.
Sabato
Spesa, cartoni, sport, edicola, videoteca, magari sala giochi.
Domenica
Nonni, pranzo infinito, 90° minuto, tristezza della sera, cartoni Disney, film in TV.
Estate
Gelati, bici, mare/montagna, Festivalbar, Super Santos, tormentoni, zanzare, walkman, sala giochi del paese.
▸ Cinque anni che cambiano tutto
Nato 1980–1981
Nato 1982–1983
Nato 1984–1985
▸ L'edicola era internet, la videoteca era Netflix con vergogna
Il cartone che guardavi ma non sapevi il titolo
Capitava spesso. Vedevi una puntata su una rete locale, poi spariva. Per anni ricordavi “quello col robot/le armature/la ragazza magica” senza sapere cosa fosse.
Il doppiaggio italiano cambiava tutto
Molti nomi, battute, sigle e relazioni erano adattati pesantemente. Per noi però erano “la versione vera”.
Le censure erano invisibili
Baci tagliati, violenza ridotta, dialoghi cambiati. Da bambino non lo sapevi. Da adulto scopri che il cartone era un'altra cosa.
La TV locale era anarchica
Potevi vedere anime durissimi alle 14.30 e televendite di materassi subito dopo.
I genitori non capivano nulla
Per loro erano “cartoni”. Non distinguevano Puffi, Ken, Cavalieri, Dragon Ball. Quindi potevi guardare drammi post-apocalittici violentissimi perché “è animato”.
L'edicola era internet
Figurine, fumetti, manga, Topolino, riviste videogiochi, Cioè, poster, cassette, VHS, bustine. Il portale.
La videoteca era Netflix con vergogna sociale
Dovevi scegliere davanti al gestore. Copertine horror e sexy ovunque. Se prendevi un film brutto, avevi buttato la serata.
Il "tarocco" era normale
Robot non ufficiali, cartucce pirata, magliette sbagliate, pupazzi deformi, album strani. L'infanzia italiana era piena di bootleg.
▸ Santino generazionale concentrato
- Kenshiro
- Holly e Benji
- I Cavalieri dello Zodiaco
- Dragon Ball
- Tartarughe Ninja
- He-Man
- Transformers
- I Puffi
- L'Ispettore Gadget
- Ghostbusters
- Mila e Shiro
- Occhi di Gatto
- Kiss Me Licia
- Sailor Moon
- Piccoli problemi di cuore
- Pokémon
- A-Team
- MacGyver
- Supercar/KITT
- Hazzard
- Baywatch
- Beverly Hills 90210
- Willy il principe di Bel-Air
- X-Files
- Bim Bum Bam
- Uan
- Cristina D'Avena
- Giorgio Vanni
- Non è la Rai
- Ambra
- Festivalbar
- Fiorello Karaoke
- Mai dire Gol
- Gabibbo
- Panini Calciatori
- Kinder Sorpresa
- Crystal Ball
- Big Babol
- Invicta
- Smemoranda
- Game Boy
- Amiga 500
- Mega Drive
- Super Nintendo
- Sala giochi
- Topolino
- Cioè
- 883
- Roberto Baggio
- VHS/videoteca
▸ L'ultima generazione analogica con adolescenza digitale
Un bambino italiano nato tra 1980 e 1985 è cresciuto in una cultura stranissima e irripetibile:
- anime giapponesi tragici
- telefilm americani ottimisti
- televisione italiana commerciale e rumorosa
- merendine industriali
- figurine
- giochi fisici
- prime console
- ultimi cortili
- prime connessioni internet
- sigle cantate come preghiere
- pubblicità entrate nel linguaggio
- cartoni visti senza capire che erano censurati
- film visti troppo presto
- un piede nell'Italia analogica e uno nel mondo digitale
È forse l’ultima generazione che può dire: “Da piccolo giocavo in strada senza telefono. Da adolescente ho scoperto internet. E in mezzo ho visto Kenshiro far esplodere la gente alle quattro del pomeriggio mentre mangiavo un Tegolino.”
Questo, secondo me, è il cuore.
Anni 80/90 — Il pomeriggio italiano è una mappa generazionale per chi è nato tra il 1980 e il 1985.
Tutte le immagini sono distribuite con licenza aperta (Unsplash / Pexels) e accreditate ai rispettivi autori sotto ogni foto.
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© Pomeriggio Italiano · «Sei già morto.» (cit.)